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A SUD è uno stile di vita. Un progetto diffuso di marketing territoriale e incoming turistico nuovo, di tipo “morale”, attraverso la valorizzazione e preservazione dell’identità dei territori e attraverso i valori della Cultura e della Bellezza.

Un progetto turistico vivo e dinamico 12 mesi l’anno, alla scoperta del divenire delle stagioni.

A SUD nasce dall’esigenza di raccontare la Bellezza del Sud e l’unicità dei suoi territori, partendo da ciò che è eccellenza dei luoghi e attraverso un “fare turismo” che abbia nella Cultura la sua traccia portante.

SAVE THE BEAUTY è lo slogan alla base del progetto. Un SAVE THE BEAUTY adattato ad ogni esigenza e circostanza, perché come affermava il principe Miškin nell’Idiota di Fëdor Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo“.

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Premessa

La valorizzazione dei territori e la narrazione dello “spirito dei luoghi” ha alla base una nuova coscienza etica di “rispetto” per i luoghi stessi e di valorizzazione, lontani da una consuetudine di sfruttamento mordi e fuggi.

Il rilancio di un territorio parte da una prima FASE DI ANALISI di specificità culturali, artistiche, ambientali ed antropiche, filtrate attraverso una seconda FASE PROGETTUALE, di un ideale collettore di idee, azioni e strategie d’intervento che, insieme alla costruzione di una RETE di connessioni con professionalità locali e non, con mondo politico e imprenditoriale e con realtà associazionistiche, portino ad AZIONI fisiche, di costruzione, e di marketing territoriale, tali da poter costruire una identità nuova incentrata su valenze forti e individuanti.

Ogni operazione progettuale costruirà dei veri “abiti ad hoc”, percorsi di conoscenza diversi tra i territori, ma capaci di raccontare una uniformità di intenti, riconoscibile, attraverso interventi localistici o a livello territoriale superiore.

Il progetto parte dalla Puglia, da Taranto e dal territorio ionico, ma vuole tessere sinergie con le altre regioni del Sud, in un sentimento vivo di appartenenza ai luoghi.

Un progetto ambizioso, che sul modello progettuale dei Distretti Culturali getti le basi per un nuovo modello di cultura economica di qualità ed ecosostenibile.

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A SUD si fonda su tre Valori distinti, ma sinergici: l’Analisi dei Luoghi, la Cultura come Valore e Brand (e i Distretti Culturali come sistema) e una nuova Coscienza etica di Preservazione del Territorio.

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LA BELLEZZA COME BRAND | “La bellezza salverà il mondo” scriveva Fëdor Michajlovič Dostoevskij a metà Ottocento. Ma di quale bellezza si parla? E in che senso “salverà” il mondo? Si afferma oggi la necessità di riappropriazione delle Teorie del Bello, disperse da un quotidiano sempre più utilitaristico e avvilente. Un bene poco tangibile, la Bellezza, ma che ha capacità di donare benefici psicologici inestimabili, e non solo.

La società industriale, delle macchine e delle fabbriche ha lasciato il posto alla “new economy”, alla globalizzazione dei mercati, alla creatività delle risorse umane che ormai prevale sull’organizzazione del lavoro ripetitivo. Il mutamento era stato già degli negli anni ’70, con un capitalismo culturale nascente, che presto sarebbe divenuto il nuovo motore dell’economia, introducendo il marketing ossessivo, con la ricerca di segni, icone, marchi, loghi, griffe che avrebbero avuto, a loro volta, il potenziale immaginifico di trasformare le merci in sogni e i sogni in merci. Non si acquista più un prodotto, ma l’accesso a uno stile di vita, ad un modo di vivere a cui aspirare. L’affermazione della Bellezza e la valorizzazione di beni ed attività culturali vanno inserite in questo concetto di offerta di uno stile di vita, in un processo che evidenzi le risorse di un territorio da trasformare in fattore di sviluppo locale.

Vendere il prodotto sarebbe diventato secondario rispetto alla commercializzazione dell’esperienza. Non si sarebbero più vendute scarpe, cappotti, sciarpe, giacche, camicie. Si sarebbero vendute piuttosto le immagini della vita contenute dentro quelle scarpe, dentro quelle giacche, dietro quegli occhiali: ”L’immagine non avrebbe più rappresentato il prodotto; il prodotto avrebbe rappresentato l’immagine”.

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IL VALORE DELLA CULTURA | Intesa come rete tra emergenze forti e come sommatoria di discipline diverse e complementari – storia antica dei luoghi, archeologia, architettura, borghi e contesti urbani corali, forti tradizioni – la Cultura è alla base dei più recenti trend turistici. Il concetto di Turismo Culturale, che avrebbe vissuto negli ultimi anni delle vere impennate di gradimento, si costruisce sulla pianificazione di nuovi ambiti territoriali comlpessi e in funzione di un sempre maggiore interesse a tipologie di turismo esperenziale.

Il Distretto Culturale è un modello alternativo di organizzazione del territorio, un “sistema a rete” costituito da una serie di nodi strategici – strutture dominanti o elementi pilota – e di interconnessioni di servizio con il territorio, infrastrutture territoriali e servizi e attività di supporto. Il Distretto Culturale fa delle risorse culturali il nucleo centrale di propulsione di un complesso motore, strutturato su nuovi parametri di economia, non tradizionali. Il distretto culturale è un modello di sviluppo locale auto sostenibile, che si caratterizza per l’intersezione tra sviluppo economico, sociale e ambiente producendo beni basati sulle conoscenze esistenti e le tradizioni locali.

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LA NUOVA COSCIENZA ETICA | La consapevolezza dei mutamenti ambientali recenti e la necessità di una “nuova coscienza etica” nell’uso dei territori, per arginare le emergenze planetarie, è ormai diventato imperativo categorico per tutti noi e per le future generazioni. I grandi incendi, il disboscamento degli immensi polmoni verdi del mondo, lo scioglimento dei ghiacciai, l’emergenza delle plastiche, i combustibili fossili, l’effetto serra, il surriscaldamento globale, sono ormai nelle coscienze di tutti. 

Non si può far finta di niente. Possiamo restare inermi e indifferenti a questa morte annunciata del nostro pianeta? Possiamo essere noi, piccoli protagonisti del buon fare, con comportamenti che limitino l’aggravarsi delle condizioni di vita su questo nostro pianeta? Forse no. O forse sì. 

Ma è necessario provarci ed è necessario porre le basi per educare fortemente chi ci seguirà. Non possiamo restare inermi, osservando impotenti. Dobbiamo essere noi tutti modello per gli altri. 

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I PROGETTI ETICI

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4 PERCORSI DI FRUIZIONE STAGIONALE – primavera, estate, autunno, inverno – muoveranno a tracciare il territorio, costruendo itineranti dedicati ad un concetto di TURISMO SLOW. Tra rimandi culturali, benessere e relax, sport, eccellenze enogastronomiche, scoperta del territorio, A SUD si struttura su fattori d’interesse condiviso e differenziato, per il coinvolgimento di una utenza allargata – per età e gusti – spesso coincidente con quella che definiamo “modello famiglia”. Un modello di interazione sociale dove gli interessi dei suoi componenti – genitori e figli – potrebbero il più delle volte non collimare, ma convivere ed integrarsi. Il tutto, poi, costruito ad hoc per raccontare luoghi ed eccellenze dei territori.

A SUD vuole tessere operazioni strategiche condivise e strutturate, attraverso tavoli partecipati tra pubblico e privato, che puntino a concreto ritorno economico nei comparti Turismo-Enogastronomia-Servizi, oltre ad una vivacizzazione e differenziazione dell’offerta culturale dell’intera provincia ionica, dalla quale, inizialmente, partirà il progetto. Una terra che, strutturata secondo percorsi e direttrici ragionati e condivisi, metterà in campo strategie di nuova vivace accoglienza, in linea con certi orientamenti “SLOW”, come raccontato dai GAL del territorio, e in linea con un tipo di utilizzo compatibile e rispettoso dei territori.

Fare Turismo rispettando e preservando il territorio.

I Percorsi stagionali si intendono necessari per avviare un utilizzo pieno dei territori nelle diverse stagioni dell’anno. Differenti tipologie di Turismo, legate alle specificità metereologiche, sfruttando potenzialità e peculiarità di volta in volta prioritarie nella stagione. Si supera il limite consueto del concetto di vacanza estiva, promuovendo idee differenti di turismo destagionalizzazione.

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